venerdì 30 gennaio 2015

giovedì 8 gennaio 2015

Charlie

lunedì 5 gennaio 2015



Ero una ragazzina molto sola, adesso lo so: adesso che vivo in una caverna di ghiaccio e lancio picconate furiose per risalire in superficie e non morire congelata. Adesso so che non ero sbagliata ma terribilmente sola. E tu non saprai mai cosa abbia significato allora la tua musica per me. Che colore, che luce, che speranza!
Solitudine di ghiaccio. Solitudine di ghiaccio. Solitudine di ghiaccio.

sabato 20 dicembre 2014

Xmas time


martedì 25 novembre 2014

Sulla riva del Danubio c'è un mulino



Sulla riva del Danubio c'è un mulino,
Lì macinano la tristezza,
Anch'io ho la mia tristezza,
La porto lì, e la faccio scorrere
 

Piove e l'acqua fa le bollicine,
Canta il gallo, fa "kukuriku"
Questo gallo non è un bravo gallo,
Canta a mezzanotte, ed ormai è l'alba.
 
(da un canto popolare ungherese)
 

lunedì 27 ottobre 2014

Ciao Lou

Ciao Lou, non te ne sei mai andato.


mercoledì 5 marzo 2014

Zebra crossing

Quando guido cerco di non perdere mai l'occasione per fermarmi ai passaggi pedonali: mi diverte vedere il sollievo schiarire il viso dei pedoni in attesa di attraversare, mi gratifica il loro furtivo gesto di ringraziamento mentre si affrettano sulle strisce quasi a voler recare il minor ingombro possibile.
E mi stupisce anche un pochino tutta questa profusione di sorpresa e gratitudine nei confronti di un'automobilista che fa semplicemente il proprio dovere (sempre che le auto parcheggiate in doppia fila o sulle stesse strisce pedonali consentano l'avvistamento del pedone). Effetti collaterali dell'assuefazione all'arroganza e ai soprusi.

lunedì 10 febbraio 2014

A proposito di cosa

Da provinciale ignorante quale sono, non ho colto, nel nuovo film dei fratelli Coen A proposito di Davis, i riferimenti a Colazione da Tiffany. E sì, ovviamente ho riconosciuto lo zio Bob in una delle ultime inquadrature, ma ho inteso la citazione semplicemente a mo' di cameo omaggio: vale a dire che poche note e una silhouette non mi sono sembrate sufficienti a srotolare un ragionamento sulla rivoluzione del nuovo folk dylaniano che si innesta nella tradizione. Insomma, dov'è la sostanza? Me lo sono chiesta per tutta la durata - per fortuna contenuta - del film, certa che il finale mi avrebbe condotta a un qualche sviluppo, più o meno logico. In realtà, niente. Vogliamo ribadire che il mondo si divide tra perdenti nati e individui geneticamente disposti al successo? Non mi sembra il caso di farci sopra un film. Vogliamo svolgere un accurato esercizio di manierismi, confezionare un lavoro imbottito di citazioni e rimandi più o meno criptati? Si può fare tutto, per carità, ma per gente modesta come me i grandi film sono un'altra cosa. Con Inside Llewyn Davis i Coen sembrano aver fatto un inutile monumento a sé stessi o poco più. Meno male che c'è il gatto, che recita stupendamente e che si aggira per il film con grazia e intelligenza impareggiabili.


martedì 14 gennaio 2014

Il capitale umano

Non ce la faccio a dire che il film è bellissimo, perché è spaventosamente uguale alla vita, la nostra vita. E gli attori - tutti straordinari - sono l'esatta replica di tipologie comunissime da queste parti. Le caratteristiche antropologiche locali sono rappresentate senza alcuna sbavatura, soprattutto senza maniera: volgarità e ipocrisia di questi luoghi e di questi tempi resi con raffinata sapienza di dettagli. Già da subito in lizza per i migliori film dell'anno, da tutti i punti di vista.

domenica 8 dicembre 2013

Le primarie, il lupo, Pierino e il narratore.

Provo un'intensa antipatia per Matteo Renzi. La prima cosa che odiai in lui, anni fa, quando a malapena sapevo chi fosse, fu la voce: mi capitò di sentirlo alla radio nel ruolo di narratore in Pierino e il lupo e l'irritazione fu istantanea. Avvertii nel suo tono una smania di protagonismo che mi procurò un intenso fastidio. Unitamente alla sua popolarità è aumentata anche la mia avversione nei suoi confronti. Credo sia questa la ragione per cui stamattina, all'improvviso, ho sentito il bisogno di fare una cosa che mai mi sarei aspettata da me stessa: mettermi in coda per le primarie. Ebbene sì, perché nella sala consiliare del comune di Villaguardia, oggi, poco prima delle 14, sono stata testimone di una (seppur modesta) coda. Sono una specialista delle cause perse, certo, ma anche una ribelle orgogliosa, e non volevo consegnarmi alla sconfitta senza manifestare il mio dissenso. Non ho mai votato Pd e di certo non comincerò adesso. Voglio vedere il narratore alla prova dei fatti, al netto delle sue ciance.

mercoledì 4 dicembre 2013

Incapace

Mi sento incapace di fare qualsiasi cosa. Mi sento tollerata - e sostenuta -  dalla società come un reduce di guerra. Con la differenza che io ho combattuto per me stessa, non per la patria. Dunque mi sento doppiamente grata. Forse per il momento devo solo accontentarmi di stare a galla.

domenica 1 dicembre 2013

Di cosa parliamo quando parliamo di Made in Italy

È almeno un anno - sicuramente a partire dall'incendio di Dacca del novembre 2012 - che prima di comprare un capo di abbigliamento mi sincero che non sia stato prodotto in Bangladesh. Raramente riesco a concedermi un capo prodotto in Italia ma, quando succede, mi sento soddisfatta e a posto con la coscienza. Certo alla luce di quello che è successo oggi mi chiedo che senso abbia il mio scrupolo. Di cosa parliamo quando parliamo di Made in Italy?

mercoledì 20 novembre 2013

Primo giorno di sole

dopo non so più quanto, e la prospettiva di passare il pomeriggio in uno sgabuzzino angusto a fare fisioterapia col sottofondo delle chiacchiere demenziali provenienti dalla sala d'aspetto, non ha alcun effetto tonificante sulla mia povera psiche.
Comunque, il modesto soleggiamento odierno avrà sorte effimera. Meglio così. Torniamo ai nostri boschi fradici e alle solitudini tempestose di sempre.

venerdì 15 novembre 2013

Ode all'autunno

Saranno anche belli i cieli tersi d'estate, le vastità turchine e i contorni delle cose affilati dal sole, ma io amo i cieli bui dell'autunno, quando spira il gelo d'inverno tra le ultime dolcezze piovigginose. Mi piace il momento cupo del passaggio, quando gli alberi, svanita la prima vera tempesta, si scoprono a brandelli; quando il crepuscolo precipita all'improvviso e l'aria candida ti taglia le mani. È un tempo dolce, questo. Un tempo da passare dietro un vetro illuminato ascoltando le Suites Inglesi; il sogno di un Nord ideale di bimbi in slitta e maglioni jacquard e cori e vetrofanie di Natale. Un Nord che non esiste, se in Norvegia non è più possibile portare al collo un crocifisso.
Oltre al bel clima autunnale, la giornata si è distinta per la puntata di Wikiradio dedicata a John Keats e raccontata - al solito splendidamente - da Franco Buffoni.
 

mercoledì 30 ottobre 2013

Back to the attic

Perché proprio qui, invece di creare una pagina nuova? Questo avvitarmi di corsa su per le vecchie scale (cit. Ivan Graziani) dice tutto di me qui e ora. Ovvio che in questo posto c'è una paccata di cianfrusaglie di cui farei a meno, ovvio che tutto questo rosa adolescenziale (ma come ho potuto sceglierlo, allora?) impone un restyling urgente. E questo aggirarmi tra cimeli impolverati non fa che rammentarmi la soffitta di Dorian Gray. Brutta storia.
Ad ogni modo, Fuchsia è tornata a casa, fondamentalmente perché sa che qui e ora nessuno verrà a cercarla; e lei da parte sua farà del suo meglio per non farsi trovare. Ci riuscirà scrivendo cose così banali che qualsiasi malcapitato abbandonerà istantaneamente la pagina. Effetto assicurato.

Ma veniamo al dunque. Mettiamo un poco d'ordine dove possibile e godiamoci questa garbatissima lettura che è il modo migliore per ricordare Lou. Il resto a più tardi.


 

giovedì 31 dicembre 2009

Bilanci e chiusure


Fine della corsa. Fine del blog. Sì sì, proprio così, io e questo blogghino abbiamo resistito ben oltre le previsioni e adesso è l’ora della ritirata.

“Dovresti aprire un blog” mi aveva detto lui un lentissimo pomeriggio d’ufficio dell’anno scorso.
“Un blog io?! Ma tu sei fuori…”. E invece due giorni dopo il blog aveva preso forma e consistenza ed era perfettamente online.
Ed ora ho detto tutto quel che c’era da dire, mi sembra, tanto più che chi mi conosce sa benissimo che la vera me stessa non si è mai palesata davvero su queste pagine virtuali. La vera me stessa ha ancora fede nella parola stampata, purtroppo, e così chi volesse conoscermi davvero dovrebbe venirmi a cercare nei libri che ho amato; o addirittura dovrebbe immergersi negli abissi di follia delle mie creature. Di certo non chiedo tanto.

Curioso che un blogghino così modesto sia stato visitato da due personaggi del calibro di Tiziano Scarpa ed Eugenio Finardi che si sono addirittura degnati di
lasciare traccia del loro passaggio. Un onore e una grande gioia - il commento di Scarpa in particolare, ovvio, ma anche la replica di Eugenio.

Chiudo l’anno in pace col mondo (ho addirittura fatto pace con quelli di erbadellastrega che hanno finalmente sostituito un giudizio tanto avventato quanto inesatto con un neutralissimo link ad una scheda del libro) e chiudo l’anno ascoltando i Joy Division perché trovo che la loro musica sia una continua fonte di ispirazione di una modernità straordinaria e penso anche che Ian Curtis abbia detto tutto quello che c’era da dire e l’abbia fatto infinitamente meglio di come potrei mai fare io.

Progetti per l’anno nuovo? A parte la sopravvivenza nessuno in particolare. Come Jane Eyre mi ostinerò a studiare il tedesco confidando nel conforto della disciplina, elementare misura d’igiene mentale. Per il resto spero di incappare in qualche buona lettura, in qualche buon disco (veramente poco di buono sotto il sole di questo 2009 che se ne va, e mi guardo bene dallo stilare classifiche), e seguiterò a coltivare il sogno del mio altrove prediletto.

Non progetto di trasferire il contenuto della soffitta. Al limite traslocherò presso qualcuno degli squinternati che ogni tanto si fanno largo nella mia testa e resterò rintracciabile all’indirizzo virtuale di sempre (margo24@alice.it). Ai miei due lettori e a me stessa auguro di cuore un 2010 che si faccia ricordare per avvenimenti sani e costruttivi.

domenica 27 dicembre 2009

La montanara

Oggi consueta ascesa di fine anno al Sacro Monte di Varese. È un luogo che mi piace, e continuo a pensare che se proprio il destino mi impedirà di lasciare questo paese, arroccarsi nel borgo di Santa Maria del Monte potrebbe essere il modo meno doloroso di sopravvivere. Certo la vista dell'anemico lago è tutt'altro che rigenerante. È piuttosto il silenzio a farmi bene. Quel che cerco è un luogo di pace, insomma, senza ritmi stringenti, senza presenze sgradite.

Oggi le sorgenti erano tutte attive e, lungo la via sacra, il ghiaccio resisteva solo in alcuni tratti trascurati dal sole. Il cielo era perfetto e la stazione fulmini del Campo dei Fiori, insolito castello liberty, offriva al sole le sue guglie scintillanti. Sulla terrazza antistante il borgo un coro si esibiva nel tipico repertorio di canti di montagna. Nonostante i pentoloni di vin brulè e i generosi abbracci del sole, il ghiaccio sulla terrazza non ha acconsentito al benché minimo scioglimento.
Dopo un caffè ristoratore, agile discesa in città dove abbiamo fatta tappa presso la solita pizzeria. Lì siamo incappati in un matrimonio albanese. Signore in stivali color panna, signori in abiti scuri e camicie bianche dai colli allargati sopra i gilè; poche le cravatte, in compenso molte le sigarette ancora integre comodamente adagiate sopra l'orecchio come la matita del pizzicagnolo della mia infanzia. Musiche arabeggianti sostenute da fiati inconfondibilmente balcanici. Con buona pace dei leghisti, l'abbiamo trovata una cosa molto divertente.

sabato 26 dicembre 2009

The Rod Stewart sessions 1971-1998

Trovato sotto l'albero.
Quando le recensioni del Busca sono affidabili.

giovedì 24 dicembre 2009

It must be Christmas time

“Ora mi odierai per aver scritto 2000 Miles” era stato l’unico commento di Chrissie quando le avevo dato la notizia dell’abbandono di Alex.
“Quella canzone piaceva a mia madre” mi ero ricordato io. “Le piacevi tu nel video, in mezzo alla neve… era la sua canzone di Natale preferita.”


mercoledì 23 dicembre 2009

Try walking in my shoes

Non ci sono mai stata, ma sembra che il piccolo comune di Canzo presenti anche qualche attrattiva. Quel che è certo è che dopo aver sentito alla radio svizzera questa notizia mi guarderò bene dall'andarci.

Sono solo io a pensare che tutta questa deresponsabilizzazione da parte della pubblica ammministrazione stia superando i confini della decenza e della ragionevolezza?