mercoledì 20 novembre 2013

Primo giorno di sole

dopo non so più quanto, e la prospettiva di passare il pomeriggio in uno sgabuzzino angusto a fare fisioterapia col sottofondo delle chiacchiere demenziali provenienti dalla sala d'aspetto, non ha alcun effetto tonificante sulla mia povera psiche.
Comunque, il modesto soleggiamento odierno avrà sorte effimera. Meglio così. Torniamo ai nostri boschi fradici e alle solitudini tempestose di sempre.

venerdì 15 novembre 2013

Ode all'autunno

Saranno anche belli i cieli tersi d'estate, le vastità turchine e i contorni delle cose affilati dal sole, ma io amo i cieli bui dell'autunno, quando spira il gelo d'inverno tra le ultime dolcezze piovigginose. Mi piace il momento cupo del passaggio, quando gli alberi, svanita la prima vera tempesta, si scoprono a brandelli; quando il crepuscolo precipita all'improvviso e l'aria candida ti taglia le mani. È un tempo dolce, questo. Un tempo da passare dietro un vetro illuminato ascoltando le Suites Inglesi; il sogno di un Nord ideale di bimbi in slitta e maglioni jacquard e cori e vetrofanie di Natale. Un Nord che non esiste, se in Norvegia non è più possibile portare al collo un crocifisso.
Oltre al bel clima autunnale, la giornata si è distinta per la puntata di Wikiradio dedicata a John Keats e raccontata - al solito splendidamente - da Franco Buffoni.
 

mercoledì 30 ottobre 2013

Back to the attic

Perché proprio qui, invece di creare una pagina nuova? Questo avvitarmi di corsa su per le vecchie scale (cit. Ivan Graziani) dice tutto di me qui e ora. Ovvio che in questo posto c'è una paccata di cianfrusaglie di cui farei a meno, ovvio che tutto questo rosa adolescenziale (ma come ho potuto sceglierlo, allora?) impone un restyling urgente. E questo aggirarmi tra cimeli impolverati non fa che rammentarmi la soffitta di Dorian Gray. Brutta storia.
Ad ogni modo, Fuchsia è tornata a casa, fondamentalmente perché sa che qui e ora nessuno verrà a cercarla; e lei da parte sua farà del suo meglio per non farsi trovare. Ci riuscirà scrivendo cose così banali che qualsiasi malcapitato abbandonerà istantaneamente la pagina. Effetto assicurato.

Ma veniamo al dunque. Mettiamo un poco d'ordine dove possibile e godiamoci questa garbatissima lettura che è il modo migliore per ricordare Lou. Il resto a più tardi.


 

giovedì 31 dicembre 2009

Bilanci e chiusure


Fine della corsa. Fine del blog. Sì sì, proprio così, io e questo blogghino abbiamo resistito ben oltre le previsioni e adesso è l’ora della ritirata.

“Dovresti aprire un blog” mi aveva detto lui un lentissimo pomeriggio d’ufficio dell’anno scorso.
“Un blog io?! Ma tu sei fuori…”. E invece due giorni dopo il blog aveva preso forma e consistenza ed era perfettamente online.
Ed ora ho detto tutto quel che c’era da dire, mi sembra, tanto più che chi mi conosce sa benissimo che la vera me stessa non si è mai palesata davvero su queste pagine virtuali. La vera me stessa ha ancora fede nella parola stampata, purtroppo, e così chi volesse conoscermi davvero dovrebbe venirmi a cercare nei libri che ho amato; o addirittura dovrebbe immergersi negli abissi di follia delle mie creature. Di certo non chiedo tanto.

Curioso che un blogghino così modesto sia stato visitato da due personaggi del calibro di Tiziano Scarpa ed Eugenio Finardi che si sono addirittura degnati di
lasciare traccia del loro passaggio. Un onore e una grande gioia - il commento di Scarpa in particolare, ovvio, ma anche la replica di Eugenio.

Chiudo l’anno in pace col mondo (ho addirittura fatto pace con quelli di erbadellastrega che hanno finalmente sostituito un giudizio tanto avventato quanto inesatto con un neutralissimo link ad una scheda del libro) e chiudo l’anno ascoltando i Joy Division perché trovo che la loro musica sia una continua fonte di ispirazione di una modernità straordinaria e penso anche che Ian Curtis abbia detto tutto quello che c’era da dire e l’abbia fatto infinitamente meglio di come potrei mai fare io.

Progetti per l’anno nuovo? A parte la sopravvivenza nessuno in particolare. Come Jane Eyre mi ostinerò a studiare il tedesco confidando nel conforto della disciplina, elementare misura d’igiene mentale. Per il resto spero di incappare in qualche buona lettura, in qualche buon disco (veramente poco di buono sotto il sole di questo 2009 che se ne va, e mi guardo bene dallo stilare classifiche), e seguiterò a coltivare il sogno del mio altrove prediletto.

Non progetto di trasferire il contenuto della soffitta. Al limite traslocherò presso qualcuno degli squinternati che ogni tanto si fanno largo nella mia testa e resterò rintracciabile all’indirizzo virtuale di sempre (margo24@alice.it). Ai miei due lettori e a me stessa auguro di cuore un 2010 che si faccia ricordare per avvenimenti sani e costruttivi.

domenica 27 dicembre 2009

La montanara

Oggi consueta ascesa di fine anno al Sacro Monte di Varese. È un luogo che mi piace, e continuo a pensare che se proprio il destino mi impedirà di lasciare questo paese, arroccarsi nel borgo di Santa Maria del Monte potrebbe essere il modo meno doloroso di sopravvivere. Certo la vista dell'anemico lago è tutt'altro che rigenerante. È piuttosto il silenzio a farmi bene. Quel che cerco è un luogo di pace, insomma, senza ritmi stringenti, senza presenze sgradite.

Oggi le sorgenti erano tutte attive e, lungo la via sacra, il ghiaccio resisteva solo in alcuni tratti trascurati dal sole. Il cielo era perfetto e la stazione fulmini del Campo dei Fiori, insolito castello liberty, offriva al sole le sue guglie scintillanti. Sulla terrazza antistante il borgo un coro si esibiva nel tipico repertorio di canti di montagna. Nonostante i pentoloni di vin brulè e i generosi abbracci del sole, il ghiaccio sulla terrazza non ha acconsentito al benché minimo scioglimento.
Dopo un caffè ristoratore, agile discesa in città dove abbiamo fatta tappa presso la solita pizzeria. Lì siamo incappati in un matrimonio albanese. Signore in stivali color panna, signori in abiti scuri e camicie bianche dai colli allargati sopra i gilè; poche le cravatte, in compenso molte le sigarette ancora integre comodamente adagiate sopra l'orecchio come la matita del pizzicagnolo della mia infanzia. Musiche arabeggianti sostenute da fiati inconfondibilmente balcanici. Con buona pace dei leghisti, l'abbiamo trovata una cosa molto divertente.

sabato 26 dicembre 2009

The Rod Stewart sessions 1971-1998

Trovato sotto l'albero.
Quando le recensioni del Busca sono affidabili.

giovedì 24 dicembre 2009

It must be Christmas time

“Ora mi odierai per aver scritto 2000 Miles” era stato l’unico commento di Chrissie quando le avevo dato la notizia dell’abbandono di Alex.
“Quella canzone piaceva a mia madre” mi ero ricordato io. “Le piacevi tu nel video, in mezzo alla neve… era la sua canzone di Natale preferita.”