martedì 9 dicembre 2008

Facebook? No, grazie.

Scopro che il forum di discussione che frequento da mesi (un pugno di persone aggregate dall’amore per la stessa band) langue a causa delle continue defezioni dei partecipanti, attratti dall’ultima novità nell’ambito dei social network. Contatti virtuali concretizzatisi col tempo in incontri e amicizie effettive, sono stati polverizzati dal nuovo trastullo Facebook.
Avverto qualcosa di terribilmente infantile in tutto ciò. Mi viene da pensare alle amicizie (autentici innamoramenti) fra compagne ai tempi della scuola elementare, quando un sodalizio perfetto che si autoproclamava indissolubile, poteva venire rapidamente compromesso dalla proprietaria di un diario più luccicante o di una gomma più profumata.


Un altro segno dei tempi, è chiaro. Un altro modo di cuocere le coscienze nella broda tiepida di un beato infantilismo.

“Perché non ci vieni anche tu su Facebook?” mi invita un amico.
Non ho mai seguito – in anni in cui sarebbe stato lecito farlo – i flussi migratori delle “compagnie” che si trasferivano da un ritrovo all’altro: figuriamoci se ora mi metto a rincorrere la gente via web.
Il mio tempo libero è preziosissimo e io non ho ancora perso l’abitudine di leggere, ascoltare musica e incontrare gli amici. Incontrarli per davvero, intendo.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Spezzo uno stuzzicadenti samurai per chi come me odia facebook e ci è dentro: io di amici 'veri' non ne ho... allora mi diverto a sfottere quelli finti su facebook.

Anonimo ha detto...

@sam: Non mi è proprio venuta la lacrimuccia, sai? Mi spiace ma non mi commuovi neanche un po'.